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Mi ammalo di poesia
Canzoni e poesie
pugnali e parole.
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17.10.2007
Subsonica
http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10832&sz=6
Rumours
Pubblicato il 17/10/2007 alle 19:15:05
Per i visionari nuovi Subsonica il presente è La glaciazione, il futuro Leclissi
di Ambrosia J.S. Imbornone
E' in radio da venerdì il nuovo singolo "La glaciazione",allegoria dell'inquietante gelo che percorre un'apparente felice società della superficialità.Il video è in anteprima su MySpace.L'album,"L'eclissi",uscirà il 23 novembre seguito dal tour
Quando si dice lasciare il segno. Per il nuovo singolo e il nuovo album i Subsonica hanno scelto titoli che non lasciano niente di immutato alle loro spalle. Si tratta rispettivamente de La glaciazione, in rotazione da venerdì 12 ottobre, e de Leclissi, in uscita il 23 novembre su etichetta Virgin/Emi. Dopo un silenzio discografico durato quasi due anni, la band torinese torna a descrivere attraverso la potenza di un rock percorso da brividi elettronici gli scenari inquieti degli interni più intimi e degli esterni metropolitani congelati dalla superficialità e dallincomunicabilità più algida e sterile. La glaciazione è così uno stato danimo individuale e collettivo, unera del cuore e unepoca post-storica, riflesso di un tempo ibernato nel vorticoso e iper-accessoriato presente. Unepoca che, a tutti i livelli, smette di percepire il futuro è unepoca esposta, inevitabilmente, alla tirannia della mediocrità dichiarano i Subsonica. La glaciazione, filo sottile che annoda le tracce dellintero cd, suona allora calda e apocalittica, gelidamente inquietante e irresistibile, mentre racconta davanti a sé l eclissi di una sazia e spenta civiltà e narra come futuro possibile solo linevitabile collasso del vuoto. Musicalmente, la miscela è ancora quella imprevedibile delle contaminazioni tra lelettronica e gli strumenti tradizionali; scrive la band: Un pianoforte techno (Detroit?) introduce latmosfera spaziale e visionaria sostenuta dalla potente ritmica. Arrivano anche le chitarre ed esplode definitivamente il confine tra i generi. Così come esplode metaforicamente il vuoto insostenibile di unera sazia e spenta. Tra dissonanze e distorsioni. La scena viene rubata dal fraseggio di un sintetizzatore che blocca il brano scardinando la battuta e facendo vacillare i bpm. Aggiunge ancora la band, in una video-intervista di presentazione del singolo: ci siamo permessi la libertà di utilizzare un sinth, un arpeggiatore che blocca lintero flusso della canzone, con la stessa foga con cui in un concerto degli anni 60 uno strumento elettrico come la chitarra poteva rubare la scena a tutto il resto dellarrangiamento.
Non si tratta di fredde sperimentazioni a tavolino, ma di una naturale vocazione di ricerca che continua a portare il gruppo, che ha saputo in questi anni innestare nella scena rock nuove energie e sonorità, ad elaborare nuove e personali alchimie, per esprimere e superare sé stessi.
Alla programmazione radiofonica seguirà quella televisiva. Da lunedì 22 ottobre, infatti, sarà possibile vedere sulle emittenti musicali il video de La Glaciazione, lanciato in anteprima e in esclusiva su MySpace dal 15 al 17 ottobre.
La scelta del canale di MySpace per la prima del video mostra limportanza di questo canale di diffusione che ha dato origine ad un vero fenomeno di massa con più di 200 milioni di utenti in tutto il mondo.
I Subsonica non sono nuovi allutilizzo del loro space per dare in pasto ai loro calorosi e numerosissimi fan gustose chicche: avevano infatti caricato nel sito il backstage del Traffic Festival e mostrato un filmato della session di registrazione del singolo, che aveva visto il profilo della band letteralmente preso dassalto dai fan.
La loro pagina su MySpace ha superato le 326.000 visite con 1500 ascolti giornalieri delle canzoni e quasi 300.000 ascolti complessivi. E sono dati destinati ad aumentare giorno per giorno.
Protagonista del video de La glaciazione, una famigliola da pubblicità che si rivelerà un elemento di distruzione, pur mantenendo sulle labbra un perenne, inquietante sorriso, in una apparente, e quindi pericolosa ed algida felicità, intervallata da momenti enigmatici e da continui controlli a un misterioso frigo.
MySpace, parte di Fox Interactive media Inc., ha creato una comunità connessa globalmente con unampia scelta di strumenti di comunicazione, ed è il primo sito al mondo in termini di page views e il sito più utilizzato ed apprezzato nel campo del social networking. Il network internazionale di MySpace include siti locali negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Francia, Australia, Italia, Olanda, Messico, Canada, America Latina in spagnolo, Nuova Zelanda e Irlanda.
I Subsonica (Samuel: voce, Max Casacci: chitarra, Vicio: basso, Ninja: batteria, Boosta: tastiere) saranno in tour dal 23 novembre. Questo il calendario del tour organizzato da Indipendente Eventi e Produzioni:
23 novembre: Jesolo (Ve); 24 novembre: Bologna (BO); 29 novembre: Firenze (FI); 30 novembre: Roma (RM); 1 dicembre: Caserta (CE); 6 dicembre: Milano (MI); 8 dicembre: Genova (GE); 12 dicembre: Torino (TO).
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Ambrosia JSI
ore 19:32 |
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17.10.2007
Amor Fou
http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10829&sz=5
Comunicati
Pubblicato il 17/10/2007 alle 13:44:37
Nei negozi la stagione del cannibale di Amor Fou per la Homesleep
di Ambrosia J.S. Imbornone
40 anni di storia italiana nellalbum del super-gruppo composto da Alessandro Raina, già voce dei Giardini di Mirò, Cesare Malfatti (La Crus), Leziero Rescigno (Soul Mio) e Luca Saporiti (Lagash).Tra post-rock,indietronica,cantautorato e pop
Un passato che non cè più. Da ricostruire per uscire dalla superficialità di un presente senza memoria, in un viaggio attraverso 10 dieci tracce e quarantanni di cronaca e storia italiana, tra Parigi, Londra e Berlino, tra ideali, speranze, tic, progetti e le ossessioni di un pensiero attivo e inquieto, incapace di accontentarsi di una società che non si muove. E questo La stagione del cannibale(Homesleep), progetto tra post-rock e indietronica, pop e cantautorato della super-band Amor Fou, composta da Alessandro Raina (cantautore ed ex voce dei Giardini di Mirò), Cesare Malfatti (La Crus, The Dining Rooms), Leziero Rescigno (Soul Mio) e Luca Saporiti (Lagash). Tra sintetizzatori e riff di tastiera, atmosfere rarefatte, delicate e struggenti, il disco racconta la storia degli ex amanti Adele H. e Paolo M., ripercorrendo a ritroso una stagione cominciata con la strage di Piazza Fontana.
Ecco come il gruppo, che annovera tra i suoi punti di riferimento Battisti, Tenco, Radiohead, Notwist e Blonde Redhead, presenta lalbum, pubblicato il 15 ottobre, dopo lanteprima digitale su Rockit:
Ci abbiamo provato e abbiamo creduto di farcela. Far rivivere in una forma nuova le suggestioni dell'amore e della politica, la tradizione della canzone d'autore e l'immaginario visivo del cinema di stile, seguendo un percorso immaginario che unisce Mastroianni alla Nouvelle Vague, per giungere allItalia raccontata dai personaggi di Toni Servillo e Paolo Sorrentino. Ogni traccia segna la tappa di un rapporto di amore e odio, attrazione e separazione che attraversa quarant'anni di cronaca italiana, celebrando la storia di due giovani amanti regolari che intrecciavano politica e droga, poesia e ribellione, sesso e amore. La stagione del cannibale inizia il 12 Dicembre del 1969 e continua ogni giorno, ogni sera. E' un viaggio a ritroso fra le notti e i pomeriggi di un idillio impossibile, le fratture di un'illusione collettiva e personale"
Singolo di lancio dellalbum è Il periodo ipotetico, una canzone densa di disillusione e fiducia, che nel mese di settembre è stata la più ascoltata secondo la classifica di Audiocoop, che tiene conto di oltre 100 tra web radio, radio locali, web tv e tv locali, siti, blog e altri new media italiani.
Nel video del brano, i due protagonisti appaiono come emblemi statuari della malinconia, che si trasfigura in petali e boccioli chiusi nel buio di una stanza surreale, invasa dalla luce esterna solo in contrapposizione al tramonto. Essi si specchiano reciprocamente luno nel pallore dellaltro, come unidentità unica e divisa dalle stesse ipotesi. Regista del videoclip è il giovane Pippo Mezzapesa, scoperto durante una puntata della 25° ora di La7, già applaudito ai David di Donatello con il premiato corto Zinanà e al Milano Film Festival con il video Come a Cassano, che ha colpito la band per il retrogusto da cinema 'sociale' italiano e le bellissima fotografia sulle figure umane. Il video è stato girato tra il Teatro Kismet di Bari, che Raina ha definito un avamposto del teatro di ricerca in Italia, e una frazione di Bitonto, un borgo antico sospeso tra immagini sacre e uliveti che ricordano i Sopralluoghi in Palestina di Pier Paolo Pasolini per il Vangelo secondo Matteo.
E possibile votare il video della band sul sito di All Music tra gli Osservati speciali: un alto gradimento del pubblico potrebbe tradursi in nintervista alla band.
Il 9 novembre gli Amor Fou si esibiranno allAuditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare: lingresso è gratuito su prenotazione allo 02.39241409 o con una mail a pat@radiopopolare.it .
Il concerto sarà trasmesso in diretta sulle frequenze della radio (inizio: ore 21:30).
Per conoscere i retroscena della storia che ha ispirato il disco, a voi le belle pagine del blog degli Amor Fou.
Note sui componenti del gruppo(da MySpace):
Cesare Malfatti è fra i fondatori dei La Crus, già vincitori del Premio Tenco ed è parte del progetto di elettronica vintage The Dining Rooms.
Leziero Rescigno, multistrumentista, ha legato il suo nome a diversi progetti musicali, collaborando con Sye Medway Smith (Howie B, Bjork), Francesco Di Bella (24 Grana), Mara Redeghieri.
Alessandro Raina ha al suo attivo due dischi solisti (Colonia Paradi'es 2001 - Nema Fictione 2006 editi da Cane Andaluso) e ha collaborato come cantante con Giardini di Mirò e Noorda.
Luca Saporiti ha dato vita al progetto Lagash, dalla seminale BeyondRecords di MikeBarnett a Birmingham sino alla VideoArte dei Masbedo.
Articolo letto 54 volte
Riferimenti Web
* Amor Fou su MySpace
* Homesleep Music
* Nasce la Homesleep Records, distribuzione Audioglobe
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Ambrosia JSI
ore 19:31 |
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17.10.2007
In arrivo Ultimavera e Canek
http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10809&sz=5
Comunicati
Pubblicato il 15/10/2007 alle 00:32:01
In uscita i cd di Ultimavera e Jacinto Canek
di Ambrosia J.S. Imbornone
Lindie immaginifico e intelligente degli Ultimavera e le contaminazioni originali dei Jacinto Canek, in bilico tra System of a Down e Gogol Bordello, approdano alla Cinico Disincanto.A fine mese in uscita i cd "Dimore"(Ultimavera)e"Banditi"(J.Canek)
Durante lestate 2007 la CinicoDisincanto aveva pubblicato due nuovi singoli, Quel che accade dei Cappello a Cilindro (secondi nella classifica dellIndie Music Like a Luglio-Settembre) e Dragau della Marcosbanda e un nuovo album, Malditesta di ILA.
Per lautunno non tarda lannuncio di due nuovi gruppi arrivati nel CovoCinico, che continua a essere sinonimo di progetti sperimentali, originali e ricercati, lontani dalla superficialità e dalla banalità dalla musica più commerciale da classifica.
Nellambito della rubrica Cinico-Demo-Zone, in cui letichetta commenta e recensisce le proposte artistica ricevute, si sono fatti notare gli Ultimavera, che così a fine mese pubblicheranno per la Cinico il loro nuovo ep Dimore. Tra impegno e non-senso, ironia immediata e colta intelligenza, il loro indie attribuisce notevole importanza alla parola, senza dimenticare ritmi accattivanti, come dimostra la canzone Francesco Saffa, in anteprima sulla loro pagina di Myspace.
Gli Ultimavera, residenti in provincia di Frosinone, sono nati alla fine degli anni Novanta come band che riproponeva e reinterpretava pezzi dell'underground italiano. Compongono brani propri dal 2002 e nel demo auto-prodotto "Ultimo numero primo" hanno cercato di trovare un loro sound caratteristico, basato sulla pulsazione del ritmo e testi immaginifici. I loro concerti sono inframmezzati da piccole rappresentazioni teatrali, divise in atti che introducono le canzoni in scaletta; caratteristico è l'uso della voce narrante, che racconta le storie dell' "italiano medio". Tra i loro live, si ricordano le esibizioni ed una vittoria al Messina Music Village, al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza nel 2005, al Rock City Festival di Prato, al Jungle Sound di Milano, alla fase finale di "Risonanze 2006" e di Marte-Live presso l'Alpheus di Roma, alla finale del SIM SapienzaInMusica e del Giovinazzo Rock Festival 2006, alla semifinale del concorso "Botteghe d'Autore" e a quella del concorso MusicForLife di Colfelice, al concorso Microfono dell'Anima, ad Enzimi 2006. Nel 2007 hanno partecipato alle selezioni regionali per Italia wave 2007 e al concorso nazionale Arè Rock Festival di Barletta; hanno inoltre vinto il Piverno Live Music Festival, la seconda edizione del Microfono dellAnima e il concorso Sapienza In Musica.
Gli Ultimavera su Myspace
Sito ufficiale del gruppo
A fine ottobre è in uscita inoltre lalbum Banditi dei veronesi Jacinto Canek: duri, inquietanti, arrabbiati, non possono non piacere per lalchimia particolarissima che nelle loro canzoni mescola aggressivi e potenti riff metal, sonorità balcaniche, fascinose scale orientali, fraseggi reggae, percussioni africane e melodie pop, punk e sintetizzatori. Tale miscela sonora non può che risultare innovativa e travolgente. Volendo proprio individuare dei riferimenti, si collocano fra Gogol Bordello e System of a Down, ma non è possibile confonderli con altri colleghi; sarà proprio il tour manager europeo dei Gogol Bordello in ogni caso a seguirli a novembre per un minitour nellEuropa dellest.
I Jacinto Canek nascono nel 2002 con il desiderio di ricercare un indirizzo musicale innovativo che apra il rock a diverse culture musicali europee e mediterranee. Il nome della band rende omaggio alla figura di Jacinto Canek, un indio Maya dello Yucatan (Messico) che nel '700 lotto fino alla morte per la libertà del suo popolo schiavizzato dai conquistadores. Al 2004 risale il loro mini-album desordio, distribuito dalla MP Records, mentre nel 2005 hanno registrato un promo di cinque canzoni, la cui Galleggio Leggero è entrata nella compilation Rock e Contaminazioni della Sana Records e nella Buzzlighter Compilation delletichetta americana Shuteye records. Nel 2003 hanno vinto il "Soundpark Rockcontest" a San Pietro in Cariano, mentre nel 2006 hanno partecipato alle finali di Arezzo Wave Veneto. Durante lestate dello stesso anno hanno girato in Piemonte il videoclip di Mio Nonno con Margarita Jiimeno, regista newyorkese già al lavoro con i Gogol Bordello per il documentario Gogol Bordello Non Stop. Nel 2007 hanno preso parte alle finali nazionali dei concorsi Primo Maggio tutto L Anno al Classico Village di Roma, Sziget Festival al Teatro Kismet di Bari e Heineken Jammin Contest al Jungle Studio di Milano.
Jacinto Canek su Myspace
Sito ufficiale della band
Nell'immagine:gli Ultimavera all'Arè Rock Festival.Foto di Sabino Balestrucci.
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Ambrosia JSI
ore 19:30 |
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17.10.2007
Lo Sciamano al The Place
Rumours
http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10800&sz=6
Pubblicato il 13/10/2007 alle 17:07:46
Dallo sciamano allo showman a Roma (16 ottobre, The Place)
di Ambrosia J.S. Imbornone
Musica dautore e umorismo in musica per la chiusura della manifestazione, con lassegnazione della Targa Bigi Barbieri e ospiti come Pierluigi Colantoni, Lorenzo Hengeller e lattore Enzo De Caro
Si concluderà a Roma martedì 16 ottobre la quinta edizione del festival della canzone umoristica dautore della Valcamonica Dallo sciamano allo showman, organizzato dal Centro Culturale Teatro Camuno e dal Club Tenco di Sanremo. Ad ospitare levento, una serata speciale dedicata allindimenticato Sergio Bardotti, un locale ormai di culto per gli appassionati della canzone dautore, il The Place di via Alberico II. Produttore, autore e amico di artisti come Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, Ornella Vanoni, Sergio Endrigo, New Trolls, Lucio Dalla, e traduttore di Vinicius de Moraes, Bardotti è stato direttore artistico della manifestazione fino alla sua morte, sopraggiunta lo scorso aprile La festa finale sarà loccasione per attribuire gli ultimi due premi del 2007, la Targa Cuoco Shomano e la Targa Bigi Barbieri. La prima è il traguardo di un concorso gastronomico che durante lestate ha coinvolto i ristoratori della Valcamonica. A decretare il vincitore hanno contribuito sia una giuria specializzata che la normale clientela. Lo spettacolo sarà preceduto quindi da una cena da non perdere, dove non mancherà la prelibatezza preparata dal trionfatore. Per la Targa Bigi Barbieri, riservata alla migliore proposta del festival, ovvero a un brillante cantautore che abbia attirato lattenzione e la stima per la sua ironia, già vinta da Andrea Di Marco, Simone Cristicchi, Gerardo Balestrieri e dal gruppo Blue Bop, si esibiranno gli ultimi due artisti in gara, il romano Paolo Pallante e il bresciano Alessandro Ducoli. Gli altri artisti che concorrono alla Targa di questanno e che hanno avuto modo di sfoderare il loro talento durante le precedenti serate della manifestazione sono stati il napoletano Giovanni Maria Block, il modenese Cecco, il romano Pierluigi Colantoni e il gruppo livornese Loungerie.
La serata sarà condotta da Bibi Bertelli per il CCTC e da Antonio Silva per il Club Tenco e sarà impreziosita dalla presenza di ospiti come Pierluigi Colantoni e il napoletano Lorenzo Hengeller, rispettivamente alla chitarra e al piano. Dopo la proclamazione del vincitore della Targa dedicata alle nuove leve dellumorismo in musica, chiuderà la serata Enzo De Caro: lattore, che molti ricorderanno non solo nelle più recenti fiction ma soprattutto nello storico gruppo La Smorfia con Lello Arena e Massimo Troisi, omaggerà Sergio Bardotti, suo caro amico, con letture e canzoni.
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Ambrosia JSI
ore 19:29 |
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17.10.2007
Teatro degli orrori
http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10753&sz=5
Pubblicato il 06/10/2007 alle 17:16:24
Il Teatro degli Orrori infiamma lItalia per altre 8 date live
di Ambrosia J.S. Imbornone
Rock della crudeltà,tra poesia e dissacrazione:è questo il Teatro degli Orrori,nato dall'unione del talento di Pierpaolo Capovilla, Francesco Valente, Gionata Mirai e Giulio Favero.Per loro 8 nuove date,un video,una sonorizzazione e uno split-album
Un cantautorato ferocemente rock, provocatorio e violento, che mescola polemica e bestemmia, politica e poesia dissacratoria, delirio e riflessione: è questo in sintesi la musica del Teatro degli Orrori e il loro rock della crudeltà, che si nutre della forza urticante e corrosiva del teatro di Artaud e Carmelo Bene, dellesempio di iconoclastia stilistica di Celine, delle sonorità oscure e dei brividi elettrici di Melvins, Birthday Party, Jesus Lizard, della lezione di De André e del prog dei King Crimson, di citazioni di Shakespeare e Demetrio Stratos, di riscritture di Scratch Acid e Baudelaire. Comè possibile coniugare elementi tanto disparati e variegati? Il segreto del micidiale mix del virulento e addictive album DellImpero delle Tenebre, pubblicato ad aprile dalla Tempesta Records dei Tre Allegri Ragazzi Morti e distribuito da Venus, è nel talento di una super-band, con alla voce listrionico e stupefacente Pierpaolo Capovilla, frontman degli One Dimensional Man, alla batteria Francesco Valente, già parte integrante del progetto delluomo unidimensionale al posto di Dario Perissutti, alla chitarra Gionata Mirai dei Super Elastic Bubble Plastic, al basso Giulio Favero, ex One Dimensional Man, oggi batterista dei Putiferio e produttore tra i più richiesti dellindie.
Il loro album ha sicuramente lasciato un segno indelebile in questo 2007 e continuerà a sconvolgere ed infiammare la penisola in versione live. Sono infatti in programma attualmente infatti altre nuove 8 date live del gruppo, che riserva a breve altre mirabolanti sorprese per i suoi ascoltatori. La band ha infatti curato la sonorizzazione di Lettera aperta al Pci di Carmelo Bene e pubblicherà uno split album con gli Zu, che vedrà lincursione jazz core di questi ultimi in una outtake del Teatro degli Orrori e Pierpaolo Capovilla prestare la propria voce in un brano dei romani, il tour si arricchisce di nuove date.
Venerdì 12 ottobre, infatti, si riparte dal New Age di Roncade, mentre il giorno successivo, la band veneta sarà allAquaragia di Mirandola. Poi Milano, Torino e Misano Adriatico. Novembre si aprirà con la tappa napoletana del Rising South, poi di nuovo, Milano e Pordenone. Nelle due date milanesi, assieme a quella di Pordenone, Il Teatro degli Orrori sarà impegnato in Le notti della Tempesta, dividendo i palchi con gli artisti della Tempesta Records (tra cui i Tre Allegri Ragazzi Morti, anche loro facenti parte del roster VIRUS).
In arrivo anche il nuovo video della band che dovrebbe vedere la luce entro la fine di ottobre. Il brano scelto è «La canzone di Tom», ballata intensa e poetica, costituita da una trama struggente di arpeggi di chitarra che si trasforma in un crescendo mozzafiato allinsegna di una ritmica potente e travolgente, arricchendosi di irresistibile pathos drammatico in salsa progressive.
Per avere unidea di cosa sia la loro musica per il cervello, oltre a consigliare di ascoltare le loro canzoni, riportiamo qui la citazione di Artaud che chiude la bio della band su MySpace: "Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L'illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell'azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un'adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto. EGLI DEVE ESSERE BEN CONVINTO CHE SIAMO CAPACI DI FARLO GRIDARE" (Antonin Artaud, "Il teatro e il suo doppio", Einaudi PBE 1978, pp. 8-9)
Tout dates:
12 ottobre Roncade (TV) @ New Age
13 ottobre Mirandola (MO) @ Aquaragia
20 ottobre Milano @ Garage
26 ottobre Torino @ Hiroshima Mon Amour (La notte della Tempesta)
31 ottobre Misano Adriatico (RN) @ Boulevard Music Club
15 novembre Napoli @ Rising South
17 novembre Milano @ Rolling Stone (La notte della Tempesta)
07 dicembre Pordenone @ Deposito Giordani (La notte della Tempesta)
Articolo letto 634 volte
Riferimenti Web
* Metatron Group
* Virus Concerti
* Teatro degli Orrori su MySpace
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Ambrosia JSI
ore 19:27 |
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06.10.2007
Francesco Mantero
Pubblicato il 04/10/2007 alle 18:40:34
Scintille e messaggi: le canzoni e i progetti sperimentali di Francesco Mantero
di Ambrosia J.S. Imbornone
http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10743&sz=3
Il cantautore, già cantante degli U B Maior, fonde nel suoIn ascolto jazz, fusion, cantautorato e funk. Attento al potere evocativo della musica in funzione espressiva, ci parla dei suoi progetti sperimentali passati e futuri,da Volta al teatro.
Francesco Mantero nasce batterista, spaziando tra pop-rock, jazz, funk e musica afroamericana, ma, senza neanche progettarlo razionalmente, si ritrova a combinare parole per dare espressione agli stati danimo e a diventare autore. La sua prima incisione è in realtà un album di pezzi per pianoforte eseguiti dal maestro Raimondo Campisi (Sortepiano, 1997), ma compie il grande passo anche verso il canto, diventando autore e cantante degli U B Maior, che si fanno notare anche da Claudio Baglioni, che li porterà prima a Spazio Live con altri giovani proposte e poi con sé allo Stadio Olimpico il 7 giugno 1998. Nel 2001 Francesco inizia invece un percorso da solista e cantautore, che lo porta per istinto e con naturalezza ad illustrare paesaggi emozionali, a seconda dei casi e delle atmosfere dei testi, attraverso le cadenze sospese del jazz, i ritmi franti, eleganti e suadenti del funk, sonorità vintage molto seventies allinsegna degli Hammond, sprazzi di soul americano e di fusion, tempi dispari in bellevidenza in ballate cantautorali ricche di sfumature, inquietudine e malinconia. Dal 28 settembre possiamo apprezzare i risultati del suo cammino compositivo nel suo primo album da cantautore, intitolato In ascolto (Ottonote, distruzione Venus). Arricchiscono il disco tra laltro la batteria di Alfredo Golino (Mina, Fiorella Mannoia, Eros Ramazzotti, ecc.), la tromba di Fabrizio Bosso (George Russel, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley, Steve Coleman, Sergio Cammariere, ecc.), , lHammond di Damiano Della Torre (PFM, Miriam Makeba, Terence Trent DArby, Marina Rei, ecc.), larmonica di Bruno de Filippi (Louis Armstrong, Bud Shank, Gerry Mulligan, Astor Piazzolla, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Pino Daniele,ecc) e la chitarra di Gigi Cifarelli Chick Corea, Sam Rivers, Jack De Johnette, Tony Scott, Enrico Rava,ecc.). Molti e preziosi sono i contributi di ospiti e collaboratori, che completano il gruppo stabile dellartista, composto da Lele Palimento (basso), Simone Bollini (pianoforte e tastiere) e Marco Greco (chitarre). La raffinatezza con cui Mantero oltrepassa i limiti di genere contaminando jazz e cantautorato pop ricorda a tratti con chiarezza Sting, ma il fine utilizzo del potere di evocazione dei momenti strumentali (si veda per esempio la struggente melodica e lassolo di piano di Un amore finisce) mostra unattenzione sapiente alla musica in funzione espressiva e tuttaltro che decorativa. Mantero daltronde, che in questo disco si è occupato di voci, batteria, percussioni, melodica, programmino, orchestrazione, produzione artistica ed esecutiva, nonché degli arrangiamenti, costruiti e cesellati con lapporto creativo dei suoi musicisti, ha sperimentato in tanti progetti alquanto singolari la potenza del linguaggio musicale, nella sua varietà di applicazione, dal cinema (una sua canzone era nella colonna sonora de La spettatrice di Paolo Franchi, che partecipò al Tribeca Film Festival di De Niro) al teatro e alle mostre darte, e di elaborazione: se il 14 settembre 2000 ha realizzato il primo concerto della storia del rock completamente silenzioso, il cantautore ha anche messo in scena performance particolari che utilizzavano come strumenti musicali sculture in metallo di Enzo Santambrogio o campionamenti di suoni derivanti da apparecchi che generano tensione elettrica (è il caso della Suite Elettrofonia per il 260° anniversario della nascita di Alessandro Volta). Ecco cosa Francesco ci ha raccontato dei suoi progetti sperimentali, compreso lultimo ancora in nuce che riguarda una probabile riproposizione teatrale-musicale dei brani del suo disco, e ovviamente delle canzoni appena pubblicate nel suo cd In ascolto.
Ambrosia: Hai iniziato il tuo percorso nella musica come batterista; molti musicisti non compiono il grande salto verso il cantautorato:come si comprende che la propria dimensione artistica deve essere completata dalla composizione e dal canto? Come matura lesigenza di esprimersi attraverso la forma canzone?
Francesco Mantero: Non credo di essere in grado di rispondere alla domanda: come? Nel mio caso tutto è fluito naturalmente, ho sempre amato utilizzare le parole e così sono nati i testi, mi ha incuriosito conoscere le strutture e larmonia dei brani che suonavo con la batteria, così, altrettanto naturalmente, ho cominciato a studiare composizione per scriverne di miei. Così è avvenuto anche con il canto. Il che, intendiamoci, non significa che non ci siano stati periodi difficili. Non credo che in tutto ciò ci sia stata una vera e propria scelta razionale, ma un inconsapevole non oppormi a che la cosa avvenisse.
A: Forse la musica / forse lei può dirti ti amo per me canti in La musica può dirti ti amo per me: in brani come Un amore finisce la malinconia di una condizione sospesa e incolore, di buio e silenzio, è espressa, più che dalle parole, dalla melodica e dallassolo finale di pianoforte di Bollini. Quanto credi che la musica possa comunicare come linguaggio universale e non verbale?
FM: Moltissimo, per questo amo la musica strumentale sia jazz che sinfonica, anche se ritengo che a volte anche la musica, che non ha il limite della comprensione della lingua o i pericoli che la verbalizzazione dellesperienza porta con sé, diventi inadeguata ad esprimere la realtà. Probabilmente il vero territorio della conoscenza è il silenzio.
A: Nel tuo disco fioriscono hammond e moog anni 70: quali sono i modelli e gli ascolti che ti spingono ad amare e riproporre queste sonorità vintage? Osserva ha un appeal vagamente in stile Motown, mentre lallucinata, lirica, trascinante Chiaroscuro verde fata è in odore di prog.
FM: Sono cresciuto musicalmente con le sonorità del Jazz, della fusion, della musica nera, sono rimasto affascinato dalluso illuminato delle tastiere di Stevie Wonder, dei groove delle produzioni di Quincy Jones. Anche il prog-rock di Chiaroscuro verde fata è stato una scelta dettata dallatmosfera delle parole, ho voluto mantenere con la musica quellatmosfera fumosa e sfumata che caratterizza i versi del testo. Questo per dire che tendo a non formalizzarmi molto sul genere o sulle sonorità della musica che scrivo, ma di prestare la massima attenzione a che i colori delle parole e quello dei suoni siano il più equilibrati possibile. Se ciò mi porta verso il jazz, verso il rock anni 70 o verso la fusion è per me del tutto indifferente.
A: Alcune canzoni hanno invece sonorità più apertamente cantautorali, come la drammatica e raffinata Lo scoglio, con un riff di piano molto suggestivo, una fisarmonica in bella mostra e un arrangiamento di archi. Cosa ci dici di questo pezzo e quali sono invece i tuoi cantautori preferiti?
FM: Questo brano è quasi un racconto breve, una storia di ordinaria solitudine che ho cercato di riprodurre anche negli arrangiamenti. Nella parte centrale, per esempio, nel momento del volo del protagonista ho scritto una parte di archi quasi cinematografica, una piccola colonna sonora per enfatizzare limmagine filmica della scena. Fra i cantautori italiani ho sempre ammirato i testi di Dalla degli anni 70 e la lungimiranza musicale di Battisti, se mi permetti di citarlo pur non essendo un cantautore. I miei riferimenti musicali sono comunque per gran parte inglesi e americani.
A: Molto eleganti sono anche le sonorità jazzate de La notte, con larmonica di Bruno De Filippi, le spazzole e il contrabbasso di Lele Palimento. Come spieghi linfluenza persistente del jazz nel cantautorato e nel pop dautore, da Gino Paoli a Cammariere?
FM: Il jazz, con le sue armonie alterate, con quel senso mai concluso delle cadenze che, grazie a settime, none, diminuite ecc., sembrano restare sospese per sempre, sono la tavolozza colori ideale per dipingere scenari emotivi.
A: Sparisciti è un brano abbastanza duro nei confronti di chi si arroga legocentrico diritto di giudicare, magari perseguendo e applicando un vago concetto di indefinibile normalità: cosa ti ha ispirato questa canzone?
FM: Il senso di distrazione generalizzata che colgo nellatteggiamento delle persone e quindi della società che ha paura di guardare le cose per quello che sono e che cerca di anestetizzare la percezione con lo stordimento di false piacevolezze, con la ricerca dellautocompiacimento materiale o pseudospirituale che sia, creando così falsi appagamenti egoici che, autoalimentandosi in un circolo vizioso, diventano condizionamenti che si trasformano in morale, in religioni o in altre false sicurezze. Il tono duro del brano è nato nel tentativo di dare, e di darmi, una sveglia.
A: Hai alle spalle una serie di progetti a dir poco particolari, che dimostrano la tua profonda conoscenza delluniverso musicale e la tua passione per la sperimentazione. Raccontaci alcune delle tue esperienze più singolari: partiamo dalla suite Elettrofonia, per il 260° anniversario di Alessandro Volta, con campionamenti di suoni provenienti da apparecchiature che generano tensioni elettriche.
FM: Nel dicembre del 2005 ho realizzato una performance di suoni e luci in onore di uno degli uomini più importanti della storia, Alessandro Volta. Per rendergli omaggio ho scritto una suite in quattro movimenti di 32 minuti utilizzando, invece che strumenti musicali, suoni elettrici: scosse, suoni di statica, saldatori, scintille. Molti suoni li ho campionati direttamente dalla fonte grazie alla collaborazione dello scultore Enzo Santambrogio, che mi ha messo a disposizione i suoi strumenti di lavoro. Ero solo in un palco quadrato con due tastiere, un computer e la mia batteria. Sono riuscito ad ottenere dalla Città di Como di spegnere le luci pubbliche e nel buio più totale grazie ad una serie di fari speciali, quelli con cui hanno realizzato la rievocazione delle Twin Towers a New York, abbiamo realizzato delle sculture di luce in movimento fino a realizzare una pila di luce che si innalzava per quasi 5 chilometri nel cielo.
A: Nel 2000 hai realizzato il concerto Il rumore del silenzio: come nacque lidea di un live muto e che accoglienza ebbe?
FM: Insieme al critico letterario Gian Paolo Serino abbiamo ideato questa singolare performance in contestazione a chi considerava e considera, la musica rumore. Io e il mio gruppo ci siamo rinchiusi in cinque gabbie insonorizzate di vetro, il pubblico era munito di cuffie ad infrarossi, quello era lunico modo per ascoltare il concerto, il resto della piazza assisteva a questo agghiacciante spettacolo di un gruppo che suona e delle persone che ascoltano ognuno nella propria solitudine, non percependo altro che il silenzio della piazza. Una soluzione che risolve senzaltro il problema dei decibel ma che distrugge la natura principale della musica che è quella di coinvolgere chiunque si trovi nel suo raggio dazione.
A: Che ci dici invece del tuo rapporto con la scultura e con larte?
FM: Seguo molto volentieri larte visiva in generale, ho molti amici artisti e partecipo spesso a mostre ed esposizioni, ho lavorato nellarte anche in prima persona realizzando lambientazione sonora delle sale del Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia duurante la mostra Miniartextil Venezia del giugno 2007
A: Comè stato invece riarrangiare i tuoi brani per arpa e voce con Floraleda Sacchi?
FM: E stata un esperienza interessante una situazione veramente minimale con uno strumento molto poco usato in questo tipo di ambito. Una situazione direi nuda, in cui tutte le sfumature erano in grande evidenza.
A: Cosa ti ha spinto ad intraprendere e come sei riuscito a realizzare questi progetti così originali?ne stai coltivando altri?
FM: Non è facile dire cosa mi abbia spinto verso queste sperimentazioni, lunica immagine per spiegare la nascita di questi eventi è quella di una scintilla nella testa che diventa realtà. Attualmente sto lavorando, insieme alla regista teatrale Ester Montalto, ad uno spettacolo che sta a cavallo fra un concerto e una rappresentazione teatrale, con il quale mi piacerebbe portare in giro il mio album. Per il momento questa è ancora poco più che una scintilla che mi auguro diventerà presto realtà.
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Ambrosia JSI
ore 15:49 |
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06.10.2007
Premio Carosone 2007
Pubblicato il 21/09/2007 alle 15:12:01
Il Premio Carosone 2007 a Silvestri, Michele Bovi, Claudio Mattone e tanti altri
di Ambrosia J.S. Imbornone
http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10654&sz=3
Ci illustra ledizione 2007 del Premio Carosone (stasera allArena Flegrea di Napoli in una serata gratuita) il direttore artistico Federico Vacalebre, che ci ricorda senza nostalgia la lezione di creatività e ironia dell'americano di Napoli.
Anche questanno lArena Flegrea di Napoli è pronta ad ospitare il 21 di settembre il Premio Carosone, giunto alla sua sesta edizione. Senza nostalgia per i tempi che furono, la manifestazione è pronta a valorizzare lironia e leclettismo di quanti hanno imparato la lezione dellamericano di Napoli, che decise di ritirarsi pur di non ripetersi. Tra i vincitori del Premio ci sono anche questanno nomi leggendari e giovani conferme: Daniele Silvestri, James Senese, Peppino di Capri, Tosca, Neri per Caso, Michele Bovi (Caporedattore centrale del tg2), Virtuosi di San Martino, Italian Harmonists, Lorenzo Hengeller e Claudio Mattone, che ritirerà il premio alla carriera, al pari di Peppino di Capri. La manifestazione, fucina di talenti di notevole lungimiranza, sarà anche una vetrina per Giovanni Block & Masnada, che si è fatto notare nellultimo anno tra le altre manifestazioni come vincitore dellArè Rock Festival e protagonista del festival della canzone umoristica Dallo Sciamano allo Showman, Jovine, Ciccio Merolla, PietrArsa e Mimmo Maglionico, Ida Rendano e Libera Velo.
Mattone salirà sul palco accompagnato da Sal Da Vinci, i Neri per Caso e un gruppo di "Scugnizzi" di Nitida, lIstituto di detenzione minorile di Napoli da cui prende le mosse il fortunato film di Nanni Loy e il musical di Mattone, accompagnati da Pino De Maio.
La manifestazione, organizzata dalla Chiara Sun Music, è promossa dalla Regione Campania (assessorato al Turismo e ai Beni Culturali), Comune di Napoli (assessorato al Turismo, Spettacolo e Grandi Eventi), Provincia di Napoli (presidenza) ed Ept di Napoli.
La serata, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti (inizio ore 21, infoline 334 5604719), sarà condotta da Mariaelena Fabi e Gianni Simioli e sarà come sempre seguita dalle telecamere di Rai International. Ideatore e direttore artistico del Premio Carosone è il critico musicale Federico Vacalebre: ecco come ci ha illustrato lo spirito della manifestazione e i dettagli delledizione 2007.
Ambrosia: Per questa edizione avete deciso di assegnare il premio alla carriera a Claudio Mattone: come mai avete preso questa decisione?
Federico Vacalebre: Claudio Mattone scrisse per Carosone Na canzuncella doce doce, presentata durante lunica apparizione di Carosone a Sanremo nel 1989. Era un brano particolare, una ballata piena di un senso di pace, scritta in tempi non di guerra. In scaletta ci sarà poi anche unaltra canzone scritta da Mattone, 'A malatia e l'America, che sarà cantata dai Neri per Caso. La versione originale era di Edoardo De Crescenzo e il brano riprende un po il tema di Tu vu fa lamericano, anche se non con la stessa ironia. Mattone era infatti un autore molto caro a Renato: tutte le scelte che faccio ogni anno sono sottoposte ad un vaglio spirituale, forse quasi spiritistico di Carosone. Ogni volta mi chiedo: è giusto premiare questartista nel nome di Renato?E in questo caso la scelta di Mattone era fuori discussione, perché Renato lo stimava moltissimo.
Ambrosia: Comè nata lidea di portare sul palco con Mattone i ragazzi del carcere minorile di Nisida?
FV: Beh, questo è un appuntamento diverso, che non insegue i Meneguzzi e le Paole e Chiara, e cerca anche di far fiorire delle idee. Ci sono dei ragazzi che fanno delle cover di Renato, questanno lasciando fuori completamente i super-classici, come Maruzzella, e accogliendo canzoni ingiustamente dimenticate. Con Sal da Vinci, con i Neri per Caso e Mattone abbiamo inoltre voluto immaginare un momento speciale: ho scoperto che cerano dei ragazzi del carcere minorile che stavano lavorando sulle canzoni di Mattone e le avevano incise su un disco a tiratura limitata. Ci ha affascinato lidea che i ragazzi che vivono nel carcere e mare cantassero Carcere e mare davanti allautore, terminando così il percorso di quelle canzoni che sono finite nel film di Nanni Loy Scugnizzi e sono diventate uno dei musical di maggior successo degli ultimi anni. Al Premio non ci sono le cose che tutti si aspettano, ma cose pensate con lamore, il rigore e laffetto che ci metteva lamericano di Napoli.
A: A proposito delle riletture dei brani di Carosone, è in programma anche lesecuzione di un inedito riscoperto da poco, Elisabetta, giusto?
FV: Sì, la canzone in realtà su disco cè finita, almeno in Francia. Carosone suonò due volte per la regina Elisabetta, una volta nel 1954, inaugurando lOpen Gate, tempio della Dolce vita romana, alla presenza dellallora principessa Elisabetta con Filippo dEdimburgo, poi nel 1957, al Mogador di Parigi, quando ormai la principessa era diventata regina. Di queste esperienze ci resta questa canzone buffa che PietrArsa e Mimmo Maglionico riproporranno prima nella versione originale in francese, poi in una divertente e divertita, quanto repubblicanissima versione napoletana.
A: Tra i premiati di questanno ci sono un artista storico come Peppino di Capri ma anche un cantautore dotato di fine humour in continua ascesa come Daniele Silvestri. Come avete scelto gli artisti da premiare?
FV: Peppino di Capri è lanello di congiunzione tra Carosone e Pino Daniele, nello sviluppo della canzone napoletana, che vuol dire sempre e comunque la migliore canzone italiana. Silvestri invece è carosoniano nellironia, nelluso della canzone armata di sorriso. Ha scritto di recente La paranza, ma anche la canzone sul popolo gay [ndr: Gino e lalfetta] usando lironia come lusava Nisa quando scriveva i testi dei migliori successi di Renato. Ci atteniamo come in passato alla teoria del carosuono, che è appunto larte della canzone armata di sorriso, della canzone contaminata, della canzone verace ma internazionale. Per questo abbiamo premiato negli anni scorsi artisti riconosciuti come Enzo Jannacci, Renzo Arbore, Max Gazzè, la Banda Osiris, oppure abbiamo scommesso su giovani che non erano ancora noti: abbiamo premiato Cammariere prima di Sanremo, Simone Cristicchi prima di tutti, abbiamo premiato Stefano Bollani, Allevi, Gennaro Cosmo Parlato, Roy Paci prima che i festival e la tv si accorgessero di loro. Questanno devo dire che sono particolarmente orgoglioso di presentare gli Italian Harmonists, che sono un complesso vocale particolarissimo. Ne avremo due, con i Neri per Caso, ma loro sono davvero la risposta ai Comedian Harmonists, unantica formazione vocale che fu perseguitata dal nazismo perché qualcuno di loro era ebreo. La loro 3 numeri al lotto è un omaggio a Carosone, ma è anche un tuffo nel passato senza nostalgia per gli anni passati: le canzoni sono fatte per vivere nel futuro.
A: Come scegliete gli artisti emergenti del cast?Tra questi cè anche Giovanni Block, di cui i lettori di Musicalnews hanno sentito parlare spesso questanno
FV: Alcuni artisti emergenti tornano e li premiamo perché siamo convinti che da quando sono venuti la prima volta come ospiti da noi siano maturati. Lorenzo Hengeller, il giovanotto matto, venne da noi come accompagnatore ed ora è amatissimo da Fiorello o da Luciana Littizzetto. I Virtuosi di San Martino cerano nella prima edizione e ora con un album come Carogne hanno cesellato delle macchiette post-moderne. Entrambi sono molto carosoniani: Hengeller si misurerà addirittura con Pianofortissimo, oltre che con la riscoperta di un brano desueto come Amaramente. I Virtuosi di San Martino invece hanno un pezzo del loro disco, Ali babà, che inizia con Cantanapoli e non potranno che approdare a Caravan Petrol. Poi al di fuori dei premi ci sono dei giovani a cui offriamo un palco importante e diciamo di tirare fuori le unghie e il talento, misurandosi con il canzoniere di Renato. Ci sono Giovanni Block & Masnada, ci sono PietrArsa e Maglionico, cè il percussionista Ciccio Merolla, cè Libera Velo con Carlotta e Ida Rendano che mostra laltro lato melodico di Carosone, che non è solo Maruzzella, ma in questo caso Taspetto e Nove e Giacca Rossa e rossetto.
A: Michele Bovi sarà premiato in relazione alle sue ricerche sui Cinebox, oggetto anche di un recente libro, Gli antenati del videoclip?
FV: Sì, certo. Bovi è uno studioso della musica in televisione. Nella sua mostra sui Cinebox, ci siamo accorti che aveva lavorato su Carosone, perché tra gli antesignani dei videoclip ci sono quelli di Renato. Il libro si intitolava pericolosamente Da Carosone a Cosa nostra e ogni volta Michele si impegnava a spiegare che Carosone non centra niente con Cosa nostra, ma è la storia dei Cinebox che si muove tra questi due estremi. In quella mostra i video di Renato non cerano: Michele ce li porterà stasera e li vedremo insieme. Credo che sia giusto premiare uno studioso della canzone ancora senza rinchiuderci nella nostalgia, così che mostriamo Renato che canta Torero o Gegè Di Giacomo che canta O Pellirossa e poi li ascoltiamo nelle loro nuove versioni.
A: Che riscontro di pubblico avete avuto in questi anni?
FV: Abbiamo una media di 5-6000 persone allArena Flegrea ogni anno. Poi cè il pubblico che ci segue in tv, sulla radio, in passato abbiamo fatto anche dirette su internet. Infine facciamo i dischiNon è una cosa effimera, anzi è un appuntamento fisso ogni anno nello stesso luogo, ogni anno, lo stesso giorno, la stessa ora, ad ingresso gratuito.
A: A distanza di 6 anni dalla sua scomparsa, qual è il lascito, leredità che Carosone ha lasciato nella musica italiana?Qual è la sua lezione più duratura ed importante?
FV: Ce ne sono tante. Una è quella di essere orgoglioso delle sue radici, ma non esserci rinchiuso dentro. Unaltra è quella di aver smesso prima di sentirsi obsoleto e sorpassato. Lui diceva che aveva sentito i Platters e aveva intuito i Beatles: vero o non vero che fosse, in un paese in cui tutti sono attaccati al successo, alle poltrone, alleterna ripetizione, lui ne ha fatto veramente a meno, dopo aver mescolato la canzone napoletana con le culture del mondo jazz, i suoni esotici, quelli africaniOggi invece se una cosa funziona, viene subito ripetuta e non funziona in più, in quanto plagio. Renato era un uomo armato di fantasia e sapeva circondarsi di strepitosi collaboratori: ho parlato di cantautorato di gruppo per lui, perché era un autore ed autori erano i suoi parolieri, ma autori erano anche i suoi compagni davventura, dal poeta dei tamburi, il fantasista della batteria Gegè Di Giacomo, allolandese volante Peter Van Wood.
A: Cosa distingue questa manifestazione dalle altre?
FV: Credo non ci sia nessun palcoscenico che abbia messo vicino nella stessa sera Renzo Arbore e 24 Grana, Aurelio Fierro e Roy Paci, canzoni napoletane e brani digitali, oppure come stasera Peppino di Capri e Jovine che cantano O reggae e Maradona. Poi tutto si tiene, perché cè un gruppo napoletano che rilegge Peppino di Capri in chiave reggae. Inoltre lo spettacolo si distingue da altri perché non è pensato in chiave televisiva, ma soprattutto musicale, anche se poi diventa anche tv grazie a Rai International. La musica è trattata con affetto e tutti gli artisti si esibiscono a titolo totalmente gratuito.
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